10 ottobre, giornata mondiale della salute mentale

Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, promuove la consapevolezza e la difesa mentale contro lo stigma sociale.
Quest’anno si celebra il 76° anniversario ed il tema scelto per l’edizione 2024 è “It is time to prioritise mental health in the workplace” (“È tempo di dare priorità alla salute mentale nei luoghi di lavoro”), caldeggiato dai membri e sostenitori della Federazione.
I disturbi psichici impattano, infatti, negativamente sulla qualità e sulla quantità di vita, investendone tutti gli ambiti: personale, affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo, portando spesso a isolamento e solitudine. Per questo è importante intervenire il prima possibile: chiedere aiuto rappresenta il primo fondamentale passo per affrontare il problema. I disturbi psichici sono curabili, non tutti sono guaribili e là dove non sia ottenibile la guarigione, possono essere adottati interventi efficaci in grado di ridurre l’intensità, la durata dei sintomi e le conseguenze.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 ottobre 2024), la Fondazione Onda ETS coinvolge gli ospedali con il Bollino Rosa e i presidi dedicati alla salute mentale per offrire servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione (visite psichiatriche, counselling psicologico, test di valutazione del rischio di depressione, info point, conferenze e distribuzione di materiale informativo).
Obiettivo di questa iniziativa, giunta alla sua 11a edizione, è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizi, stigma e paure legati alle malattie psichiche.
Secondo, infatti, le stime epidemiologiche, a soffrire di disturbi psichici, sarebbe almeno il 5% della popolazione, pari a circa 3 milioni di persone, percentuale che sale al 10% se si includono anche i disturbi più lievi, come ad esempio gli attacchi di panico. Le persone con disturbi mentali prese in carico nel 2023 dai servizi sanitari pubblici sono state in Italia oltre 770mila, pari all’1,5% della popolazione. Ciò significa che, considerando solamente i disturbi più gravi, c’è un 3,5% di persone, equivalente a oltre due milioni di cittadini, che non ha accesso ai servizi. A pesare è la paura, ma anche la difficoltà stessa delle strutture nel prenderli in carico e a pagare il prezzo più alto sono le categorie più fragili. Le fasce sociali più svantaggiate, donne, anziani, ma soprattutto bambini e adolescenti, sempre più vittime delle dipendenze da sostanze, ansia, depressione”.
Nel Lazio, come nel resto del Paese, dopo la pandemia le patologie legate alla salute mentale, come ansia e depressione, hanno registrato un aumento. In tutto sono 1,5 milioni le persone che soffrono di disturbi mentali, il 27% della popolazione, con i giovani tra le vittime più colpite. Si è assistito a un accrescimento significativo delle richieste di aiuto e di accesso alle strutture di cura.
“La cura della salute mentale e la conseguente accessibilità per tutti i cittadini del Lazio è una partita che dobbiamo vincere tutti insieme. Sistema Sanitario Nazionale, Regione e settore sociale devono remare nella stessa direzione per garantire cure certe a tutti. Non dimentichiamoci, però, delle persone chiamate ad assistere chi è affetto da tale problematica. Nel Lazio abbiamo già fatto molto per i caregiver e vogliamo continuare in tal senso”, dichiara Massimiliano Maselli, Assessore ai Servizi sociali, Disabilità, Terzo settore, Servizi alla persona della Regione Lazio.
“La salute mentale in Italia ha fatto significativi passi avanti a partire dalla Legge 180, conosciuta come Legge Basaglia, di cui si festeggiano quest’anno i 100 anni dalla nascita, che ha promosso un approccio comunitario, fondato sul rispetto della soggettività e dei diritti della persona – afferma Fabrizio Starace, Presidente del Collegio Nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena -. Tuttavia, i cambiamenti sociali ed epidemiologici degli ultimi decenni e la nascita di nuovi bisogni, come ad esempio il dilagare dell’abuso di sostanze e dei disturbi dello spettro autistico, impongono di rilanciare e ridisegnare i Dipartimenti di Salute Mentale per aggiornare e migliorare la qualità dell’assistenza psichiatrica in tutte le fasce di età a partire da quella neonatale, con un aumento delle risorse e di investimenti sul personale per un nuovo modello organizzativo dei DSM che includa i servizi per l’età evolutiva e per le dipendenze, presenti solo nella metà dei dipartimenti”.
Per parlare di tutto questo con i cittadini, i Dipartimenti di salute mentale si aprono al pubblico, il prossimo 10 ottobre, con oltre 150 eventi previsti in tutta Italia e un collegamento in streaming tra tutte le “piazze”. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare agli incontri tra operatori, utenti, familiari e associazioni per confrontarsi sui temi del benessere psichico che si terranno in luoghi aperti di pertinenza dei Dipartimenti di Salute Mentale, ma anche nelle scuole e in altri luoghi istituzionali.






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