In aumento nel 2024 le morti sul lavoro

Nei primi sette mesi del 2024, il numero delle vittime ha raggiunto quota 577, con un incremento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i decessi erano stati 559
10 settembre 2024
Il fenomeno delle morti sul lavoro in Italia continua a destare allarme. Il dato preoccupante, evidenziato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, mette in luce l’urgenza di interventi più efficaci in termini di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, è fuorviante parlare di “emergenza”, poiché le morti sul lavoro rappresentano ormai una drammatica costante. La rilevazione di 577 decessi, di cui 440 avvenuti durante l’esercizio delle proprie mansioni e 137 in itinere, segnala un fallimento strutturale nella gestione della sicurezza sul lavoro. Tra le vittime, una su cinque è di origine straniera, un dato che riflette ulteriormente le disuguaglianze nel mondo del lavoro.
Le Regioni più colpite – L’Osservatorio ha anche analizzato l’incidenza delle morti sul lavoro, un indicatore che permette di comprendere meglio dove il rischio è più elevato. A fine luglio 2024, la “zona rossa” include sei regioni con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (18,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori). Queste regioni sono: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Molise, Umbria, Sicilia ed Emilia-Romagna. La Sicilia, in particolare, si distingue negativamente con 39 decessi registrati, un numero che pone l’isola al quarto posto a livello nazionale.

I lavoratori più a rischio – Un altro dato allarmante riguarda l’età delle vittime. I lavoratori più anziani, soprattutto quelli sopra i 65 anni, risultano essere i più esposti al rischio di morte sul lavoro, con un’incidenza di 75,2 decessi per milione di occupati. Anche la fascia d’età compresa tra i 55 e i 64 anni presenta un alto rischio, con un’incidenza di 28,9. I lavoratori stranieri, che costituiscono una parte significativa delle vittime, subiscono un rischio di infortunio mortale quasi triplo rispetto ai colleghi italiani: 43 morti per milione di occupati stranieri contro i 15,9 degli italiani.
Settori più pericolosi – Il settore delle costruzioni continua a essere il più pericoloso, con 79 decessi registrati nei primi sette mesi del 2024. Seguono le attività manifatturiere, con 55 vittime, e il settore dei trasporti e magazzinaggio, con 46 decessi. I dati evidenziano un quadro preoccupante, con le denunce di infortunio in crescita dell’1,7% rispetto al 2023. Al 31 luglio 2024, sono state presentate 350.823 denunce, contro le 344.897 dell’anno precedente. Tra i settori con il maggior numero di denunce, le attività manifatturiere guidano la classifica con 42.782 casi. La situazione richiede interventi immediati e mirati per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro, un impegno che deve coinvolgere istituzioni, datori di lavoro e lavoratori stessi. Solo attraverso un’azione coordinata si potrà sperare di invertire questa tragica tendenza e garantire un ambiente di lavoro più sicuro per tutti.






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