Morti sul lavoro, il bilancio nel 2023 è di 264 vittime

Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering nel primo quadrimestre 2023 il bilancio è ancora nefasto per il Paese
06 giugno 2023
Sono 264 le vittime rilevate tra gennaio e aprile 2023. E la media è impressionante: 66 decessi al mese e più di 15 alla settimana. Di questi 207 gli infortuni mortali in occasione di lavoro, 57 quelli in itinere. 3 vittime in più del 2022.
Un bilancio tragico, che continua a evidenziare la difficoltà di arginare il drammatico fenomeno delle morti bianche. L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering ha reso noti i dati relativi al primo quadrimestre del 2023, a partire dai dati ufficiali Inail.
Forte la preoccupazione dell’osservatorio Vega Engineering per l’incidenza di mortalità dei giovanissimi con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Il 50% in più rispetto ai colleghi nella fascia tra i 25 e i 34 anni. E fino ai 14 anni si rilevano ancora 20.859 denunce di infortuni (oltre il 10% del totale).
Altrettanto preoccupante è la situazione per i lavoratori stranieri: il loro rischio di infortunio mortale è quasi doppio rispetto agli italiani, con un’incidenza di mortalità di 15,2 contro gli 8,3 degli italiani.
Continuano a diminuire le denunce di infortunio complessive: -26,4% rispetto ad aprile 2022. Un dato confortante, ma va spiegato: nei primi mesi del 2022 gli “infortuni per Covid” erano ancora molto numerosi. Dunque, è la conclusione dell’emergenza sanitaria la vera causa di questa diminuzione.
L’attività manifatturiera rimane il settore più colpito dagli infortuni. A seguire le Costruzioni (9.195), la Sanità (9.119), il Trasporto e Magazzinaggio (9.018) ed il Commercio (8.742).
A finire in zona rossa nel primo quadrimestre 2023 con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale ci sono: Umbria, Valle D’Aosta, Abruzzo e Marche. In zona arancione: Veneto, Piemonte, Liguria, Lombardia e Sicilia. In zona gialla: Campania, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Lazio e Toscana. In zona bianca: Calabria, Basilicata e Molise.
Nella classifica delle regioni, il Lazio è al 16° posto con 16 vittime. Resta, come nel primo trimestre, tra le regioni in zona gialla, con indice tra 0.75 e 1. Per quanto riguarda invece le province, Frosinone è 63° posto della graduatoria, stilata in base all’indice di incidenza di infortuni mortali rispetto agli occupati, con un caso di morte sul lavoro. Dato che resta invariato rispetto al bilancio del primo trimestre.
Delle altre province del Lazio Latina, con tre casi è quella più colpita in relazione al numero di occupati, che è pari a 209.824. In provincia di Viterbo un caso su 114.667 di occupati; la provincia di Roma conta 11 casi su 1.769.080 lavoratori, mentre in provincia di Rieti non sono stati registrati casi.
Per saperne di più: https://www.vegaengineering.com/osservatorio/






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