Sicurezza sul lavoro, nel 2025 sono 1.093 le vittime totali

Lombardia, Veneto, Campania, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio sono le regioni con il maggior numero di vittime. Il settore più colpito è sempre quello delle Costruzioni
05 Febbraio 2026
Il 2025 è stato un altro anno durante il quale in Italia si è continuato a morire sul lavoro. L’anno appena trascorso si chiude infatti con un bilancio che pesa come un macigno: 1.093 vittime sul lavoro in Italia, di cui 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro. Numeri che segnano una sostanziale “stabilità” rispetto all’anno precedente (+3 decessi totali), ma che non possono essere letti come un segnale rassicurante.
A richiamare l’attenzione sull’emergenza è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che evidenzia come edilizia, manifatturiero e trasporti restino i settori dove le fragilità del sistema sicurezza sono più evidenti.
“Il 2025 si chiude con numeri che ci ricordano quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro – ha dichiarato l’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega. Le 1.093 vittime totali, di cui 798 in occasione di lavoro, confermano che ci sono settori, come l’edilizia, le attività manifatturiere e i trasporti e magazzinaggio, in cui le fragilità della sicurezza restano evidenti. Sebbene rispetto al 2024 si registri un aumento di 3 vittime, questa “stabilità” non può farci abbassare la guardia: ogni numero rappresenta una vita persa e sottolinea quanto sia fondamentale continuare a investire in prevenzione e cultura della sicurezza”.
A finire in zona rossa a dicembre 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 33,3 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Basilicata, Campania, Umbria, Puglia, Sicilia e Marche. In zona arancione: Liguria, Calabria, Piemonte e Veneto. In zona gialla: Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Abruzzo, Sardegna, Toscana e Molise. In zona bianca: Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta.
La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).
Nel 2025, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (108,7), seguita dalla fascia di lavoratori compresa tra i 55 e i 64 anni (56,3) e quella tra i 45 e i 54 anni (31,6).
Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (300 vittime su un totale di 798).
In totale sono 98 le donne decedute nel 2025 (12 in più rispetto al 2024). Di queste, 46 hanno perso la vita in occasione di lavoro (6 in meno del 2024) e 52 in itinere (18 in più del 2024), cioè nel percorso casa-lavoro.
Sono 251 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 1.093: 182 deceduti in occasione di lavoro e 69 in itinere. Dunque, circa una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro, poi, risulta essere più che doppio rispetto a quello dei lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano un indice di 72,4 morti ogni milione di occupati, contro il 28,8 degli italiani.
Alla fine di dicembre 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 148 decessi in occasione di lavoro; seguito da Attività Manifatturiere (117), Trasporti e Magazzinaggio (110) e Commercio (68).
Le denunce di infortunio totali a fine dicembre 2025 aumentano del +1,4%. Dalle 589.571 registrate a fine dicembre 2024 si passa alle 597.710 del 2025.
Anche alla fine del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (70.485). Seguono: Costruzioni (38.387), Sanità (37.032), Trasporto e Magazzinaggio (34.271) e Commercio (33.748).
Da gennaio a dicembre 2025 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 216.779 (167.685 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 380.931 (delle quali 327.905 in occasione di lavoro).






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