Sudan, focolaio di epatite E nel Sud del Paese
15 maggio 2023
Il 14 aprile 2023, il Ministero della Salute (MoH) Sudan del Sud ha dichiarato un focolaio del virus dell’epatite E (HEV) nella città di Wau, la capitale dello Stato Occidentale di Bahr el-Ghazal e una delle più grandi città del Sudan del Sud.
Tra il 23 marzo 2023 e il 13 aprile 2023, sono stati segnalati 91 casi sospetti di HEV, di cui 35 confermati; sono stati segnalati cinque decessi (tasso di letalità [CFR] 5,5%). Con il sostegno dell’OMS, il MoH ha inviato sul campo un team nazionale multidisciplinare di risposta rapida, per condurre le indagini epidemiologiche, determinare l’entità dell’epidemia, identificare le esposizioni o i fattori di rischio, per prevenire un’ulteriore diffusione e attuare adeguate misure preventive.
L’HEV si trasmette per via fecale-orale, principalmente attraverso l’acqua contaminata. L’epatite E è una malattia del fegato causata dal virus dell’epatite E (HEV). L’epatite E si trova in tutto il mondo ed è comune nei paesi in via di sviluppo con approvvigionamento idrico inadeguato, accesso limitato ad acqua potabile pulita, scarsa igiene ambientale e personale o aree di emergenze umanitarie.
Casi di virus dell’epatite E sono stati segnalati nel campo per sfollati interni (IDP) di Bentiu in Sudan del Sud dal 2018, con picchi stagionali segnalati ogni anno, in particolare durante la stagione delle piogge a causa di inondazioni che portano alla contaminazione dell’acqua potabile. Esiste il rischio di diffusione internazionale della malattia poiché il Sudan del Sud confina con il Sudan e l’Etiopia, e gli scambi tra questi paesi sono considerevoli.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla popolazione altamente mobile di sfollati e rifugiati, principalmente dalla contea di Rubkona, Unity State, dove si trova il campo per sfollati di Bentiu.
Il Ministero della Salute del Sudan del Sud continua a lavorare con l’OMS e i partner, per garantire che le attività di risposta siano pienamente attuate e che la popolazione sia protetta dal rischio di HEV.
Fonte: https://www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/2023-DON466






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