Al via il progetto dell’Unione europea Brave-Wow

In prima linea 4 Paesi, Portogallo, Italia, Spagna e Slovenia, per prevenire e contrastare la violenza nei luoghi di lavoro. L‘Iss tra i capifila
15 maggio 2025
Si chiama Brave-Wow (Building respectful and violence-free gender-inclusive environments in the World of work) il nuovo progetto europeo, finanziato fino al 2027 dal programma CERV dell’Unione Europea e coordinato dall’Università di Coimbra, che ha lo scopo di prevenire e contrastare la violenza e le molestie di genere nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al settore sanitario, promuovendo interventi a breve e lungo termine.
Il progetto di cui a breve si terrà il kick off meeting, coinvolge 14 partner di 4 paesi europei – Italia, Portogallo, Spagna e Slovenia – e prevede lo sviluppo di strumenti innovativi per analizzare e affrontare la violenza di genere sul lavoro, tra cui il Gender-Based Violence at Work Questionnaire (GBVW_Q) e il Decent Work Questionnaire (DWQ), e di utilizzare anche l’Intelligenza Artificiale.
La violenza di genere, le aggressioni e le molestie sul lavoro, sono sottovalutate e spesso non vengono rilevate; secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) si tratta di un fenomeno così diffuso che più di una persona su cinque (22.8 per cento, ovvero 743 milioni) ha subìto almeno una qualche forma durante la vita lavorativa.
Il progetto valuterà il fenomeno nelle organizzazioni sanitarie di Portogallo (Paese capofila), Italia, Spagna e Slovenia.
Brave-Wow coinvolgerà le parti interessate attraverso gruppi di discussione, interviste e analisi dei social media per identificare e affrontare la violenza e il bullismo, comprendendo l’impiego dell’intelligenza artificiale che aiuterà nella somministrazione di un questionario specifico per la violenza di genere sul lavoro (Gender Based Violence at Work Questionnaire-GBVW_Q), integrato con il questionario sul lavoro dignitoso (Decent Work Questionnaire-DW_Q).
L’Istituto superiore di sanità, in qualità di organo tecnico-scientifico di riferimento del Servizio sanitario nazionale che opera nel settore della tutela della salute pubblica, parteciperà alla progettazione e all’implementazione di strategie, protocolli, metodi e strumenti di lavoro trasferibili, quali il questionario sulla violenza di genere sul lavoro. Congiuntamente alle procedure e alle politiche, sarà lanciata una campagna di comunicazione e di metodologie in tutta la comunità europea.
Per l’Italia saranno contattati almeno dieci ospedali di medie e grandi dimensioni, sul territorio nazionale, per avere la possibilità di stratificare le risposte secondo le diverse figure professionali.
Per garantire una buona rappresentatività statistica, il campione di ospedali sarà selezionato in base alla distribuzione geografica, proporzionale alla quota della popolazione residente (quattro ospedali nel Nord, due al Centro e quattro nel Sud).
“Il nostro obiettivo è testare strumenti solidi e trasferibili per raccogliere dati attendibili, sensibilizzare il personale e supportare le istituzioni sanitarie nel prevenire e affrontare in modo efficace la violenza di genere,” afferma Simona Gaudi, responsabile scientifico per l’Iss.
Oltre alla raccolta e all’analisi dei dati, il progetto Brave-Wow punta a creare strategie replicabili a livello europeo, fornendo raccomandazioni politiche, strumenti formativi e una piattaforma digitale interattiva.
Con Brave-Wow prende forma un’azione concreta e strutturata, che riconosce la centralità del benessere psicofisico nei luoghi di lavoro e promuove una cultura del rispetto, della prevenzione e della responsabilizzazione collettiva.
Progetto
– Titolo: BRAVE-WOW – Costruire ambienti inclusivi di genere rispettosi e privi di violenza nel mondo del lavoro
– Programma di finanziamento: CERV
– Consorzio: 18 enti di 4 Paesi
– Finanziamento totale: 2.199.207,51 M€.
– Durata: 30 mesi






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