Burundi: epidemia di Poliomelite
05 maggio 2023
A seguito di alcuni casi di poliomielite a Bujumbura, il 13 marzo 2023 il Ministero della Salute del Burundi ha dichiarato ufficialmente un’epidemia nel Paese. Si tratta di una malattia virale altamente infettiva, che colpisce principalmente i bambini sotto i 5 anni di età. Si raccomanda, dunque, di tenere alto il livello di attenzione, soprattutto per i minori, nonché di attenersi alle indicazioni delle Autorità sanitarie (in particolare, evitare cibi crudi e bere solo acqua in bottiglia).
Fonte: https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/BDI
Il 17 marzo 2023, il Ministero della Salute del Burundi ha dichiarato un’emergenza nazionale di salute pubblica dopo aver rilevato la presenza di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale in un caso di paralisi flaccida acuta (AFP) e in cinque campioni ambientali. Le autorità sanitarie locali stanno conducendo un’indagine sul campo e una ricerca attiva di altri casi di AFP; è prevista anche una campagna di immunizzazione reattiva.
I risultati del sequenziamento hanno mostrato che l’isolato ha subito da otto a dieci cambiamenti nucleotidici.
Tutti i virus isolati sono collegati a una nuova emergenza di cVDPV2, nel Sud-Kivu, Repubblica Democratica del Congo (RDC).
La poliomielite è una malattia altamente infettiva che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni di età, causando paralisi permanente (circa 1 su 200 infezioni) o morte (2-10% delle persone paralizzate).
Il virus si trasmette da persona a persona, principalmente per via fecale-orale o, meno frequentemente, attraverso un veicolo comune (ad esempio, acqua o cibo contaminati) e si moltiplica nell’intestino, da dove può invadere il sistema nervoso e causare paralisi. Il periodo di incubazione è solitamente di 7-10 giorni, ma può variare da 4 a 35 giorni. Fino al 90% delle persone infette è asintomatico o presenta sintomi lievi e la malattia di solito non viene riconosciuta.
Il rischio principale associato a qualsiasi nuovo cVDPV2 è rappresentato dalle lacune nell’immunizzazione di routine. Il rischio di un’ulteriore diffusione di questi ceppi, o della comparsa di nuovi ceppi, è amplificato dalla diminuzione dei tassi di immunizzazione legata alla pandemia COVID-19 in corso. Questo evento evidenzia ulteriormente il rischio di diffusione internazionale del cVDPV2 nei Paesi vicini. Non ci sono prove che questo virus rappresenti un rischio maggiore di diffusione, anche internazionale, rispetto ad altri VDPV2 derivati da vaccini Sabin.
È importante che tutti i Paesi, in particolare quelli con frequenti viaggi e contatti con i Paesi e le aree colpite dalla polio, rafforzino la sorveglianza dei casi di AFP e inizino l’espansione pianificata della sorveglianza ambientale, al fine di individuare rapidamente qualsiasi nuova importazione del virus e facilitare una risposta rapida. I Paesi, i territori e le aree devono inoltre mantenere uniformemente alta la copertura di vaccinazione di routine a livello distrettuale per ridurre al minimo le conseguenze dell’introduzione di un nuovo virus.
L’OMS raccomanda che tutti i viaggiatori che si recano nelle aree colpite dalla polio siano completamente vaccinati contro la polio. I residenti (e i visitatori per più di quattro settimane) provenienti da aree infette dovrebbero ricevere una dose aggiuntiva di OPV o IPV entro quattro settimane o 12 mesi dal viaggio.
Secondo il parere di un Comitato di Emergenza convocato ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale (2005), la diffusione internazionale del poliovirus rimane un’Emergenza di Salute Pubblica di Interesse Internazionale (PHEIC). I Paesi colpiti dalla trasmissione del poliovirus sono soggetti a Raccomandazioni temporanee. Per conformarsi alle Raccomandazioni temporanee emesse nell’ambito del PHEIC, ogni Paese infetto da poliovirus deve dichiarare l’epidemia come un’emergenza nazionale di salute pubblica; assicurare la vaccinazione dei residenti e dei visitatori di lungo periodo; e limitare, al punto di partenza, il viaggio di individui che non sono stati vaccinati o che non possono dimostrare lo stato di vaccinazione.
L’OMS non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi e/o al commercio verso il Burundi sulla base delle informazioni attualmente disponibili per questo evento.
Fonte: https://www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/2023-DON457






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